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Recensione Ghost of Tsushima: ultima grande esclusiva PS4

Tutti considerano un po’ Ghost of Tsushima, l’ultima grande esclusiva playstation per la PS4, e forse lo è davvero, in attesa di poter iniziare a giocare con le uscite della PlayStation 5 verso la fine del 2020. Non poteva non chiedere in grande stile la generazione PS4 con un gioco come Ghost, ma non per tutti è stato così.

recensione ghost of tsushima

Infatti le immagini suggestive che vediamo nelle preview o nei video sono tutto quello che c’è da vedere di emozionante. Sucker Punch prova a chiudere in grandezza la saga PS4 ma non riesce nel suo intento, oltre come detto prima i video e le immagini del gioco.

Trama Ghost of Tsushima

trama del gioco ghost of tsushima

L’intro e l’inizio del gioco è davvero intenso e piacevole, per poi passare ad un mix di avventure molto solide e incerte narrative, che alla fin dei conti rendono non di ottima fattura la recensione del gioco stesso.

La trama parte con l’invasione mongola nell’isola di Tsushima, raccontandola attraverso gli occhi di Jin Sakai, che assiste senza poter nulla all’invasione e la sconfitta del suo popolo, il quale subisce saccheggi e razzie.

Lord Shimura viene imprigionato dal Khan, ed al protagonista resta solo che intraprendere la strada dello Spettro, sconfiggendo gli invasori con le loro stesse armi, la paura.

Il gioco ha un racconto valido ma inespresso, la trasformazione del protagonista samurai in Spettro è assoluta. Le scelte che potrai intraprendere nel gioco sono poche, anzi più rare che poche, che rendono il gioco poco decisionale e molto solido, oltre che non aver impatto sulla trama a seconda delle scelte fatte.

Dopo la divenuta in Spettro, si apre un viaggio pieno di reclutamento di alleati, per la riconquista del proprio territorio, quello dell’isola di Tsushima. Anche se la trama è del tutto buona, il gioco non è così, un potenziale non veramente espresso.

Dato dai cambiamenti ingiustificati del personaggio, durante il cammino.

Il viaggio di Jin dovrebbe essere un mix di dualità tra spettro e samurai e di fedeltà allo zio, ma a chi gioca non da il senso di tutto ciò, oltre che come detto prima non dando la libertà di decidere veramente sulla trama.

Un gioco che è stato mostrato come un’esclusiva quasi cinematografica, ecco l’errore del colosso americano, un errore costato caro perché non ha reso per nulla le aspettative.

Ghost of Tsushima: Abilità di gioco

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L’arma principale di Jin è la spada, con la possibilità di migliorarla ad ogni combattimento, efficace contro le quattro categorie di nemici che si incontrano nel cammino.

Le capacità di Jin sono molteplici, può acquisire la capacità di rotolata negli affondi, uccisioni furtive consecutive ed anche colpi mitici. Ha più di 70 skill, tutte diverse una dall’altra, ma che nella maggior parte dei casi non sono utili e fini allo scopo della trama.

Un altro segno negativo di Ghost of Tsushima, è il combattimento con un boss davvero avanzato che inspiegabilmente si tramuta in un combattimento comune, come fosse un avversario di passaggio nella trama ludica. 

Ghost of Tsushima: Grafica ed aspetti tecnici

La grafica del gioco si presenta davvero bene, anche grazie alla sua grande grafica, la riproduzione dello stile giapponese antico è giusta e la più interessante dei giochi moderni a tema Giappone.

Però i volti dei personaggi sono da rivedere, infatti il gioco tende a non mantenere i primi piani, ma a tenere i lunghi piani e medi.

La saturazione del gioco nel complesso è buona, con tratti interessanti ed altri da rivedere, ma nel complesso di buona fattura. Meglio su PS4 Pro decisamente.

L’audio invece è di alta qualità, come potrai accorgertene dalle musiche, poche, presenti nel gioco che risultano emozionanti ed esaltanti.

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