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Quale Power Bank comprare

Grazie al Power Bank puoi mantenere sempre carico il tuo smartphone, tablet e persino laptop quando sei lontano dalla rete elettrica.

Man mano che le restrizioni imposte dal lockdown per il coronavirus saranno allentate, molti di noi lasceranno di nuovo la propria abitazione per andare a lavoro o viaggiare. Stando a casa però, sicuramente ti sarai dimenticato di quanto può essere frustrante avere lo smartphone o il laptop scarichi mentre si sta facendo qualche cosa di importante.

Fortunatamente, mentre gli accessori elettronici come stampanti e monitor hanno visto aumentare i loro prezzi, oppure non si trovano quasi più nei negozi, di Power Bank ce ne sono in abbondanza.

Compatibilità dei Power Bank

Quando ti trovi a cercare un Power Bank da comprare, tieni sempre presente che per caricare completamente uno smartphone ci sarà bisogno di circa 5000mAh.

Comunque niente paura, perché gli alimentatori portatili che ti presentiamo in questo articolo hanno una capacità molto superiore e sono decisamente compatti. Comunque devi sapere che a maggior capacità maggiori dimensioni e peso, anche se attualmente la tendenza sta cambiando perché ci sono modelli che al loro interno possiedono batterie LiPo, come quelle degli smartphone, che sono più sottili rispetto alle classiche 18650 aglio ioni di litio.

Molte volte la capacità è un fattore importante al momento dell’acquisto perché ci sono tutti i tipi di utenti e c’è chi vuole portare un power bank piccolo e leggero e chi vuole, soprattutto, una batteria di emergenza che sia capace di fornire molte ricariche a uno o vari dispositivi.

power bank

Molti portano tutte queste cose nello zaino: in questi casi un power bank compatto fa molto comodo. Fonte: Pexels.

Proprio per soddisfare a questi ultimi tipi di clienti sono arrivati sul mercato modelli da 30000 mAh che, sebbene abbiano un chiaro vantaggio dal punto di vista dell’immagazzinamento di energia, hanno anche un “grande difetto”: non si possono portare sull’aereo.

Questo perché i power bank possono portarsi come bagaglio a mano e non devono superare i 100 wattora immagazzinati. Ti ricordiamo che i wattora sono una misura di energia ed è il risultato della moltiplicazione dei milliamperora (mAh) con i volt (V) ai quali è immagazzinata l’energia, di solito 3,7V o 3,8V nei power bank (NON moltiplicare mai per 5V!).

Inoltre, esistono metodi per poter calcolare al meglio il numero di ricariche che ci può fornire un power bank, come spiegato sul sito TuttoPowerBank, dove sottolineano l’errore comune della maggior parte degli utenti: utilizzare la capacità nominale per calcolare il numero di ricariche.

D’altronde, le specifiche delle USB, assicurano che quasi tutti i prodotti siano compatibili tra loro, perché l’uscita è a 5 volt e 1 amp di corrente sarà sufficiente per uno smartphone normale, mentre per i dispositivi più grandi ci sarà bisogno di 2 o 3 ampere.

Infatti, con l’arrivo dei protocolli di ricarica rapida non solo gli ampere aumentano, ma anche i volt: la maggior parte dei nuovi protocolli lavorano a 9V, 12V o anche di più. Ma questo non sarà mai un problema per te perché la connessione USB fornirà solo la potenza richiesta dal dispositivo, quindi non ci sarà nessun rischio di sovraccarico.

Solo se il dispositivo e il power bank supportano un sistema di ricarica rapida come ad esempio Quick Charge 3.0 di Qualcomm potrebbero andare oltre ai classici 5 volt.

I caricabatterie portatili con porte USB-C possono supportare una potenza maggiore nel caso di essere compatibili con lo standard o protocollo USB Power Delivery (PD), ma tieni sempre presente che alcuni PowerBank usano la porta USB-C esclsuivamente per ricaricarsi e non per ricaricare il tuo dispositivo. Dovrai, pertanto, fare attenzione nelle specifiche tecniche e cercare che la porta USB C non sia solo INPUT (entrata) ma anche OUTPUT (uscita).

Sia questa porta che questo protocollo sono molto importanti per il mondo delle tecnologie di ricarica perché hanno permesso alle aziende fabbricare modelli di power bank molto meno pesanti e più potenti, infatti, il protocollo PD ammette fino a 100W e ciò significa che si può utilizzare per ricaricare dispositivi più potenti come computer portatili o console come la Nintendo Switch.

power bank solare

Questo power bank ha pannelli solari ed è wireless! Fonte: Amazon.it

Comunque i power bank possono avere anche altre porte, per esempio, possono possedere porte DC anche queste per ricaricare computer portatili ma non solo perché possono rivelarsi utili per dispositivi ‘da macchina’ come le aspirapolvere. Oppure ci sono modelli di power bank che hanno la porta AC da 220V ossia come quella di casa!

Un’altra opzione è la ricarica wireless, ora molto più diffusa nel mondo dei power bank. Interessanti sono anche gli extra che si possono trovare come torcie LED, pannelli solari, la possibilità di riscaldarsi o la capacità di avviare una macchina.

Nella confezione del power bank di solito ci viene fornito anche il cavetto di ricarica, ma raramente è incluso un adattatore di rete e visto che sicuramente ne avrai bisogno per caricare velocemente l’alimentatore portatile prima di uscire, ti consigliamo di acquistarne uno.

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