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Dadi: storia e varianti di uno dei grandi classici da casinò

Tra gli antichi passatempi che hanno accompagnato l’umanità nel proprio tempo libero, i dadi hanno da sempre occupato un ruolo eminente. Una forma di intrattenimento (spesso associato anche al gioco puro con puntate in denaro) che ha origini antichissime. Nel 400 a.c. il drammaturgo greco Sofocle attribuiva ad esempio ad un suo connazionale, Palmede, mitico generale tra i protagonisti della guerra di Troia, l’invenzione degli stessi cubi numerati mentre in Egitto alcuni scavi archeologici hanno portato alla luce evidenze della presenza di questo gioco già dal 6000 avanti Cristo. Si sa che a Roma antica alcuni sacerdoti e aruspici divinavano il futuro anche con gli astragali, ossa di pecora dalla forma cubica che presto divennero anche un popolare gioco della gioventù romana. Difficile inquadrare ad ogni modo un luogo preciso e un periodo storico dove i dadi abbiano avuto origine propagandosi poi nelle varie culture del mondo visto che un po’ in tutte le civiltà antiche dagli etruschi, ai maya passando per i lidi, i fenici e i cinesi, ci sono arrivate testimonianze di artefatti cubici con le facce disegnate e ricoperte da simboli e numeri.

Attualmente, insieme alla roulette e ad altri giochi di carte come il blackjack e il poker, i dadi sono uno dei principali intrattenimenti dei casinò. Tuttavia forse non tutti sanno che questi cubetti numerati già imponevano la loro presenza nelle antiche baratterie medievali, le sale da gioco dell’età di mezzo. Queste attività in diversi comuni medievali erano organizzati dalle stesse autorità locali che guadagnavano cospicui introiti grazie alle tasse sul gioco. Frequentate soprattutto dal ceto medio-basso, nelle baratterie i dadi erano uno degli intrattenimenti più in voga tanto che anche Dante li cita nella sua Divina Commedia facendo riferimento al gioco della Zara le cui radici etimologiche ricordano legami con l’oriente. Il termine Zahr in arabo significa infatti per l’appunto dadi e questo gioco – tra i tanti frutti dello scambio tra crociati e “infedeli” – consisteva nell’azzeccare il risultato complessivo di tre dadi lanciati dai giocatori. Il Sommo Poeta nel canto VI del Purgatorio a tal proposito scrive: “ Quando si parte il gioco della zara, / colui che perde si riman dolente, / repetendo le volte e tristo impara”, riferendosi al fatto che non era per nulla facile riuscire nel gioco e che molto spesso bisognava ripetere i lanci. 

storia dei dadi

Nello stesso periodo anche la nobiltà non mancava di dilettarsi con i dadi. Imitando forse alcuni imperatori della Roma antica come Claudio e Augusto che furono noti giocatori di alea (i dadi in latino) qualche secolo dopo i regnanti di quasi tutte le corti europee giocavano a dadi. Ad esempio era rinomata la passione per questo gioco di Riccardo Cuor di Leone e Re Giovanni Senza Terra. Un altro regnante inglese come Enrico VIII era un famigerato giocatore di dadi e si racconta che il campanile e le campane della cattedrale di St. Paul fossero state edificate grazie ad un suo debito di gioco. Il re di Spagna Alfonso X di Castiglia nel suo Libro de los Juegos (Il libro dei giochi) trattò profusamente l’argomento sviscerando questo intrattenimento che nel medioevo e nelle epoche successive riempiva di giocatori strade e piazze anche al di fuori delle baratterie. Nel 17° secolo i soldati che si affrontavano sui campi di battaglia europea per ammazzare il tempo, tra un colpo di fucile e l’altro, appiattivano le sfere di piombo dei loro moschetti in cubetti numerati a 6 facce. E anche i pirati delle navi corsare che affollavano le rotte commerciali del nuovo mondo alla caccia di prede, nei momenti di navigazione tranquilla, si distendevano giocando a Perudo. Conosciuto anche come “il gioco dei bugiardi” questo passatempo reso famoso dal film I Pirati dei Caraibi, deriverebbe dal Dudo dei Conquistadores spagnoli le cui regole imponevano ai giocatori di mentirsi l’uno con l’altro esagerando il punteggio finale della somma dei dadi. Oggi al casinò le variante di gioco più diffuse sono quelle dei “dadi a punto alto” e il Craps.

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