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Cosa fare in caso di reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo molto comune, a volte è causato da eccessivo stress, altre da uno stile di vita e un’alimentazione sbagliate, ma di cosa si tratta? È un disturbo causato dall’infiammazione della mucosa gastrica, colpisce a qualsiasi età senza distinzione di sesso. Nei casi cronici, può essere causato anche dalla presenza di un’ernia iatale, in questo caso sarebbe meglio chiedere un consulto con uno specialista per valutare la situazione.

Se la comparsa del reflusso è sporadica ed è legata a lunghi periodi di stress psico-fisico, è possibile lenire i sintomi con terapie a base di anti-acido, ma ci sono dei piccoli accorgimenti quotidiani che aiutano e che possono fare la differenza.



Prima di iniziare una qualsiasi terapia anti-reflusso bisogna tener presente che durante le nostre giornate assumiamo i seguenti comportamenti:

  • Avere uno stile di vita sano, quindi, eliminare quei cibi che stimolano la produzione dei succhi gastrici come cibi fritti, zuccheri, grassi, alcolici, stuzzichini piccanti e fumo, noto per irritare le pareti dell’esofago e dello stomaco, mentre via libera a frutta e verdura.
  • Dopo aver mangiato evitare di sdraiarsi nelle prime due ore, è una regola importante, perché la posizione orizzontale facilita la risalita degli acidi dalla bocca dello stomaco.
  • Bisogna bere moltissima acqua perché favorisce l’attività intestinale.
  • Fare piccoli pasti ma frequenti, in modo da non affaticare troppo lo stomaco nel processo di digestione.
  • Preferire le cotture al vapore e alla griglia quando si cuociono le pietanze.
  • Riposare a pancia in su, cercando di tenere la testa sollevata rispetto allo stomaco di circa 15 cm, in questo modo si potrà dormire tranquillamente, riducendo o evitando i disturbi notturni che possono incidere negativamente sulla qualità del sonno.
  • Non indossare vestiti stretti intorno alla vita che possono comprimere lo stomaco e rendere la digestione difficoltosa.


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