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Curarsi con i colori è possibile! Ecco come…

Lo scetticismo è più che comprensibile per chi, come noi, è vissuto e cresciuto immerso nella cultura dell’illuminismo, dell’era scientifica dove tutto deve essere riportato a schemi determinati dalle prove inconfutabili, al materialismo, eppure curarsi con i colori è una cosa che si perde nei tempi, una pratica di molto antecedente la medicina come la intendiamo attualmente. Qualcuno ha provato a dare una connotazione scientifica alla Cromoterapia, ma si è ancora ben lungi dal riuscire a dare evidenze oggettive a una tecnica antica di terapia come quella proposta dalla cromoterapia.

Il termine deriva dal greco “Cromos”, che significa colori, per cui cromoterapia è il modo di curarsi con i colori. La luce è un’ondulazione elettromagnetica che i nostri occhi percepiscono sotto forma di diversi colori a seconda della frequenza dell’ondulazione stessa. Naturalmente, i nostri occhi sono in grado di percepire solo una ristretta banda di frequenza, quelle che non riusciamo a percepire sono dette infrarosse e ultraviolette. Le nostre cellule interagiscono con la forma di energia rappresentata dalla luce; è provato che la presenza o l’assenza di luce influenza la produzione di diversi ormoni, che sono quelli che regolano le funzioni del nostro organismo. Dunque, non sembra così inverosimile che diverse frequenze di questa energia possano avere effetti diversi sulla funzionalità delle cellule del nostro corpo. Pur essendo antichissime, le tecniche di Cromoterapia sono state studiate nel diciannovesimo secolo da Edwin Babbit e Dinash Ghadiali, suscitando parecchio interesse e, a fine secolo, Niels Filsen (Nobel nel 1903) fece nuovi studi nel campo della fototerapia. Sperimentalmente, si constatò come diversi colori avessero influenze positive nella risoluzione di diversi problemi di salute, benefici che anche noi, oggi, possiamo godere. La terapia medica non deve MAI essere sospesa a beneficio di altre terapie meno certe ma se queste ultime non possono nuocerci, perché non provarle? Ecco come ci possiamo curare meglio con i colori:

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  • ROSSO: utile per trattarla pressione bassa, per le contratture muscolari, malattie del fegato, per cicatrizzare, per malattie dell’apparato respiratorio, ridurre il muco e il catarro bronchiale e per dare una mano alla libido un po’ stanca.
  • ARANCIONE: Aumenta la funzionalità della tiroide, aumenta l’appetito, combatte la depressione e l’anoressia.
  • GIALLO: Utile nei disturbi digestivi e nella colite (riduce i gonfiori addominali).
  • VERDE: Dona serenità, calma. Combatte stress, ansia e migliora i problemi legati a gastrite e ulcera. Combatte l’insonnia. Ottimo rimedio contro tachicardia, pressione alta, stati infiammatori in generale; induce relax, è febbrifugo e aiuta nell’emicrania e cefalee.
  • INDACO: Per problemi legati alla testa (Naso, occhi, orecchie) e contro l’eccessivo funzionamento della tiroide (ipertiroidismo).
  • VIOLA: è un potente reattivo verso la psiche. Stimola il sistema immunitario, aumenta i globuli bianchi, rinforza ossa e articolazioni. Funziona come analgesico.

I colori funzionano decisamente meglio se usati sotto forma di luce perché hanno una maggiore penetrazione nelle cellule ma anche restare in ambienti di quel certo colore aiuta. La cromoterapia viene comunemente usata anche nelle SPA, dove viene associata ai bagni curativi.  In ogni caso, provare non costa nulla e non fa male. Si può provare ad associarla alle comuni terapie mediche per accelerare i processi di guarigione.

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