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Recuperare file cancellati con Linux

Come recuperare file cancellati su Linux

Tutti abbiamo erroneamente cancellato dati sensibili senza volerlo: basta un po’ di stanchezza o la testa da qualche altra parte per vedere sparire mesi di lavoro. Ecco come recuperare tutto con linux e il programma PhotoRec.

Recuperare foto cancellate per errore

Grazie ad un’applicazione che si chiama PhotoRec, si possono recuperare le foto cancellate per sbaglio dal proprio hard disk e infatti questo programma dispone di tutto l’occorrente per eseguire tale operazione.

Questo software infatti, nonostante il nome lasci pensare ad altro, è un programma ideato proprio per recuperare file tra i più diversi: video, audio, immagini, ecc.

Il recupero dei file funziona egregiamente anche per fotografie presenti su schede di memoria, oltre che per il recupero di file cancellati. Inoltre questo software risulta utile anche nel caso in cui il supporto da analizzare sia gravemente danneggiato o sia stato riformattato. Una peculiarità che lo rende indispensabile è proprio dovuta al fatto che vengono ricercati direttamente gli eventuali dati presenti, indipendentemente dal tipo di file system del dispositivo.

PhotoRec gode anche di un’applicazione complementare ovvero Test-Disk, utile per recuperare partizioni cancellate e per ripristinare le corrette opzioni di avvio dei dischi fissi. Poiché è importante che i supporti da analizzare non subiscano scritture successive, PhotoRec accede al loro sistema in sola lettura. Ciò che consigliamo di fare, è di non scrivere ulteriormente sul dispositivo da recuperare ed evitare di scegliere di salvare i dati recuperati direttamente sul device analizzato.


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Tornando al caso in esame, anche se il CD-rom fosse particolarmente danneggiato, i dati dovrebbero essere ugualmente recuperabili, a discapito però della durata del processo di ripristino che inevitabilmente sarà più lento. Il recovery dei dati va eseguito con i privilegi di amministratore di sistema, la prima distinzione da fare nel caso dei CD-rom riscrivibili è il tipo di cancellazione eseguita: un CD-ROM non ha una struttura ben definita e ciò che si va a cancellare con la formattazione veloce non è il reale contenuto ma i riferimenti ai dati.

In particolare, questo tipo di CD-ROM, è suddiviso in due parti principali: l’area destinata a contenere le sessioni con i dati, la SUA (System User Area) composta a sua volta dal PCA; l’area di calibrazione della potenza del laser e dal PMA, l’area della memoria del programma.

La sessione si può suddividere a sua volta in area di Lead-in, che contiene la TOC o indice dei contenuti, un’area Program in cui si posizionano le tracce di un’ultima area, detta di Lead-Out, posta a chiusura della sessione.

L’ultima informazione che ci occorre conoscere è che una traccia è composta da tre zone. Il recupero di un supporto cancellato con la procedura veloce è praticamente immediato, giacché si verifica nella dimensione del contenuto del primo settore, dell’area di TOC, del PMA e dell’area di Pre-gap. Così facendo, il supporto sembra vuoto.

Occorre aggiungere che l’operazione di recupero dovrebbe essere effettuata con la versione GNU/Linux di PhotoRec poiché non tutti i sistemi permettono di accedere in modo semplice a tutti i settori del disco. Se la dimensione del CD-ROM risulta compresa tra zero e 2048 byte, il recupero dovrà essere tentato con l’ausilio di un altro lettore. In questo caso particolare, solitamente, il firmware del dispositivo andrà a bloccare ogni richiesta effettuata. Considerando che manca nei settori contenenti gli header , le operazioni saranno molto più lente fino al raggiungimento del settore 300 e quindi occorre avere un po’ di pazienza in più in questa fase.

Per leggere il contenuto della prima sessione di un dispositivo creato con l’opzione di multi-sessione, dopo aver identificato correttamente il nome del device sotto /dev (ad esempio /dev/sr0), il comando da eseguire è il seguente:

mount /dev/sr0/mnt -t iso9660 -o session=0

Nonostante PhotoRec non abbia una interfaccia grafica, risulta essere comunque semplice da usare: la prima operazione da eseguire è la selezione del disco dall’elenco visualizzato. Se si conosce il nome corretto del device, lo si può indicare direttamente eseguendo il programma in questo modo:

photorec nome_device

Per scorrere l’elenco dei device si possono utilizzare le frecce direzionali, mentre con invio si conferma la scelta effettuata: il passo successivo consiste nella scelta del tipo di tabella delle partizioni, il programma in automatico e l’evoluzione corretta, quindi di solito occorre semplicemente confermare la scelta proposta.


Dal successivo elenco si dovrà scegliere su quale partizione effettuare il ripristino dei dati. Le opzioni presenti consentiranno di iniziare la ricerca, modificare le opzioni o scegliere dalla lista i tipi di file da considerare per il recupero. Le opzioni di ricerca sono:

  • Paranoid, per ripristinare solo file non corrotti;
  • Enable bruteforce, per recuperare file frammentati;
  • Allow partial last cylinder, per modificare il rilevamento della geometria del disco;
  • Expert Mode, per forzare le dimensioni di blocchi e offset del file system;
  • Keep corrupted files, serve per preservare anche file corrotti tentando poi il ripristino con altri strumenti;
  • Enable low memory ma utilizzato solo nel caso in cui il sistema in uso non abbia abbastanza memoria.

La lista dei tipi di file attualmente supportati è reperibile all’indirizzo: http://www.cgsecurity.org/wiki/File_Formats_Recovered_By_PhotoRec ma con pochi semplici passi è comunque possibile inserire le informazioni per identificare tipi di file ancora non supportati. Dopo aver selezionato la partizione da recuperare, occorre specificare il tipo di file system per determinare l’allocazione dei blocchi a meno che non si tratti del tipo Ext2/3/4. L’opzione da scegliere è “other”.

La configurazione del processo di ripristino è quasi terminata. Ciò che si dovrà specificare nel prossimo passo sarà la posizione in cui si trova il file cercato.

Le opzioni possibili includono l’intera partizione o lo spazio non allocato contenente i soli file cancellati e il percorso in cui sono arrivati ripristinati.

Ora non resta che attendere che il programma termini il suo lavoro durante il quale la fase di ricerca restituirà un aggiornamento in tempo reale di ciò che viene recuperato. Il software effettua una prima scansione in cui cerca i primi 10 file utili a determinare la dimensione dei blocchi. Le successive ricerche restituiscono le informazioni vere e proprie archiviandole in cartelle numerate in ordine progressivo.

Poiché il processo può durare molto a lungo, Photorec permette comunque di accedere ai file già ripristinati anche se l’operazione non è ancora terminata. A ripristino concluso, verrà mostrato un resoconto dettagliato in cui sarà elencato il numero di file individuati, suddivisi per estensione.

Se il recupero si dovesse interrompere al successivo riavvio dell’applicazione, sarà comunque possibile riprendere senza dover iniziare daccapo. Per chi poi avesse particolari esigenze, aggiungendo il parametro /log sarà creato anche un file di log al cui interno saranno registrati i percorsi di tutti i file recuperati dall’applicazione.


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