Come proteggersi dal sole in modo intelligente

L’Italia è un Paese che si distingue per il sole e lo splendido mare, e a quasi tutti noi piace trascorrere intere giornate in acqua esponendoci ai raggi solari per raggiungere un ottimo livello di abbronzatura, ma è fondamentale invece capire che proteggerci dai raggi solari non vuol dire restare pallidi e bianchi ma al contrario farli arrivare sul nostro corpo in maniera intelligente.

Le radiazioni solari vanno a colpire direttamente il DNA rompendo i legami Tianina-Adenina, che mutando si altera, ovvero cambia la produzione di elastina e collagene, causando invecchiamento della pelle, comparsa di rughe e perdita di tono, oltre a far sviluppare allergie e rossori, disturbi dei pigmenti della pelle come macchie e colori non omogenei, e nel peggiore dei casi tumori della pelle.

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Importante è sottolineare che però un’esposizione al sole è necessaria per l’organismo perché sviluppa la vitamina D e l’assimilazione del calcio, oltre a sviluppare i nostri antibiotici naturali, e quindi il sistema immunitario. Basti pensare che 15 minuti di esposizione al sole al giorno sono il tempo giusto per prenderci cura di noi stessi.

Ne deduciamo che stare al sole si può e si deve, ma con criterio, quindi utilizzando dei corretti filtri solari appropriati. La sigla SPF indica il fattore di protezione solare, che solitamente varia da 6 a 50+, numeri che indicano la capacità del liquido di schermare i raggi solari. Questo criterio però è troppo vago per individuare accuratamente le precauzioni da prendere al sole, incidono infatti notevolmente il fototipo del soggetto (pelle chiara o scura), la posizione geografica, la durata dell’esposizione e le ore in cui essa avviene, le condizioni metereologiche.

Diventa dunque fondamentale scegliere un prodotto che in primo luogo protegga sia dai raggio UVA che da quelli UVB, e che in più contenga degli eccipienti che ne migliorino la resa, la consistenza, la resistenza ad acqua e sudore. Le moderne formulazioni di qualità permettono ai filtri solari di agire sia in superficie che in profondità, andando ad aiutare proprio il DNA che è esposto come dicevamo prima alle mutazioni, riuscendo a penetrare e a fissarsi anche tra le gocce di acqua presenti sulla pelle, e dunque garantire una lunga permanenza sul corpo.

Gli specialisti del settore consigliano di diffidare dai filtri che presentano diciture quali “total block” o “sun block”, o “schermo totale”, con un SPF maggiore a 50 o inferiore a 6, perché mendaci, oltre che scarsamente utili.

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