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Come limitare l’ inquinamento elettromagnetico

Recentemente si è svolto a Parigi un importantissimo summit internazionale sull’inquinamento  e negli ultimi giorni non c’era telegiornale o quotidiano che non riportasse le notizie allarmanti dell’inquinamento atmosferico ad opera delle polveri sottili nelle città italiane. Non siamo a livelli della Cina ma la situazione comunque preoccupa. Fortunatamente la natura ci ha pensato e le precipitazioni hanno risolto situazioni che divenivano anche piuttosto pericolose per la salute. Purtroppo, la natura nulla può verso un altro tipo di inquinamento: l’inquinamento elettromagnetico. Che cos’è? Ogni emissione di onde radio o anche il campo magnetico generato dal passaggio di corrente nelle linee elettriche, rappresenta un campo elettromagnetico. Pensiamo,ad esempio, all’enorme numero di ripetitori delle compagnie telefoniche, posizionati un po’ ovunque, frequentemente anche sui tetti dei palazzi. Nelle alture sono numerosi i ripetitori TV, spesso anche in prossimità di edifici abitati o i tralicci elettrici che supportano cavi di alta tensione in cui transitano correnti di alta intensità, generando campi elettromagnetici pericolosi, che spesso passano anche sopra o vicini a case di campagna. Questi sono esempi eclatanti di inquinamento elettromagnetico ma non si deve trascurare quello derivante dai telefonini o dagli apparecchi elettrici nelle nostre case. Cosa provocano i campi elettromagnetici? Dipende certamente dall’entità del campo e dalla frequenza delle onde elettromagnetiche. In ogni caso, le onde elettromagnetiche rappresentano apporto di energia, più penetrante in profondità quanto maggiore è la frequenza. Qualunque apporto di energia dall’ esterno è potenzialmente in grado di provocare infiammazioni e modificazioni nelle nostre cellule, con conseguenti problemi di salute anche molto seri.

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Purtroppo, singolarmente non possiamo fare nulla contro le grandi emissioni di inquinamento elettromagnetico ma possiamo fare qualcosa nelle nostre case e nelle nostre abitudini personali. Ecco come fare:

  • Non lasciamo mai apparecchi in stand by (risparmiamo sulla bolletta e limitiamo i rischi)
  • Scegliamo un letto in legno, con doghe in legno. Il legno è un materiale amagnetico
  • mantenere sempre una distanza di almeno un metro da apparecchi elettrici in funzione
  • Se possibile, montare delle retine metalliche alle finestre
  • I cellulari vanno tenuti a distanza da testa, cuore, genitali.

Quello riguardante i cellulari è un tema ancora molto dibattuto. Quello che è certo è che non è affatto sano tenere il cellulare attaccato all’orecchio perché è provato che provoca surriscaldamento al cervello, quindi rischi gravi per la salute, non vicino al cuore perché può interferire con l’attività elettrica cardiaca, ancor più se si è  portatori di pacemaker e non vicino ai genitali, specie per i maschietti, perché può facilitare l’insorgenza di impotenza. Non è ancora determinato un nesso causale tra insorgenza di tumori e inquinamento elettromagnetico, ma è ormai assodato che una prolungata flogosi (infiammazione) porta ad un forte aumento del rischio di sviluppo di tumori; poiché,come detto, le onde elettromagnetiche tendono a infiammare i tessuti, ne consegue per logica il sospetto di un loro coinvolgimento dell’aumento di incidenza di malattie tumorali. Questo sarebbe in qualche modo confermato da studi statistici di incidenza di tumori in porzioni di popolazione sottoposte a esposizione a inquinamento elettromagnetico (il limite di sicurezza fissato dalla legge è di 0,5-0,6 Volt/metro). In ogni caso, per prudenza, è bene prestare attenzione a questi aspetti di rischio ed evitarli per quanto possibile.

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